Decreto dignità: novità anche per gli incentivi

Con l’approvazione del Decreto Dignità il Consiglio dei Ministri si propone l’obiettivo di tutelare la dignità dei lavoratori, delle imprese e dei professionisti.

Il provvedimento contiene alcune novità in materia di incentivi alle imprese, introducendo nuove misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Incentivi e limiti alla delocalizzazione delle imprese

Le imprese che abbiano beneficiato di incentivi statali per investimenti produttivi decadono dal beneficio qualora l’attività economica interessata dallo stesso ovvero un’attività analoga o una loro parte venga delocalizzata in altro Stato entro 5 anni dalla data di conclusione del progetto agevolato. In caso di decadenza si applica inoltre una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo fino a 4 volte l’importo dell’aiuto fruito.

Incentivi e tutela dell’occupazione 

Per le misure di aiuto di Stato che prevedono la valutazione dell’impatto occupazionale, le amministrazioni pubbliche competenti individuano le condizioni per revocare, in tutto o in parte, i benefici concessi alle imprese che riducono i livelli occupazionali degli addetti all’unità produttiva o all’attività interessata dall’aiuto nei 5 anni successivi alla data di conclusione dell’iniziativa.

Iperammortamento e cessione dei beni

Viene introdotto il recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione (nel periodo di fruizione dell’incentivo)  dei beni agevolati all’estero, anche se appartenenti alla stessa impresa, o in caso di delocalizzazione degli investimenti.

Il recupero avviene attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si
verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Credito di imposta Ricerca e beni immateriali

Novità anche per la normativa prevista dal Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo. Il Decreto Dignità considera infatti come NON  ammissibili all’incentivo i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti al medesimo gruppo.

 

Il Decreto passa ora al Parlamento per l’iter di conversione in legge.