Ricerca nel settore software: quando è finanziabile

Le imprese possono beneficare di un credito di imposta  per le attività di sviluppo di software qualora tali attività rientrino nella classificazione di ricerca e sviluppo.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare del 9 febbraio, chiarisce per quali attività è possibile usufruire di tale incentivo.

Affinché un progetto per lo sviluppo di un software possa essere classificato come R&S,  la sua esecuzione deve dipendere da un progresso scientifico e/o tecnologico e lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica.

Software: attività ammesse al Bonus R&S

Sono ad esempio finanziabili le attività che riguardano:

  • lo sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione;
  • la progettazione e la realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originali;
  • gli sforzi per risolvere i conflitti con hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete;
  • la creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche; la creazione di nuovi e originali tecniche di criptazione o di sicurezza.

Software: attività NON ammesse al Bonus R&S

Non saranno invece ammesse a finanziamento le attività di routine o ordinarie, quali:

  • i lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi;
  • le attività di ordinaria manutenzione del computer o del software;
  • lo sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti;
  • l’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti;
  • la creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti;
  • l’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati;
  • la “customizzazione” di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base;
  • l’ordinaria attività di correzione di errori (“debug”) di sistemi e programmi esistenti.

 

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