I fondi europei per l’energia sostenibile

La Finanza Locale, N. 1 (gennaio – febbraio 2016). 

di Marco Tabladini – Senior Consultant GFINANCE

  1. La Strategia europea

Il rilancio dell’economia dell’UE nel prossimo decennio si concretizza nell’evoluzione verso un modello di economia intelligente – grazie a investimenti più efficaci in istruzione, ricerca e innovazione – sostenibile – grazie a basse emissioni di CO2 – e solidale, ossia focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e la riduzione della povertà.

Queste tre priorità, che si rafforzano a vicenda, intendono aiutare l’UE e gli Stati membri a conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale.

Nel dettaglio gli obiettivi dell’UE per la crescita sostenibile si concretizzano nel:

  1. ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020. L’UE è pronta ad andare oltre e prevedere una riduzione del 30% se gli altri Paesi sviluppati si assumono un impegno analogo e i Paesi in via di sviluppo contribuiscono secondo le proprie capacità nell’ambito di un accordo globale;
  2. aumentare la proporzione delle energie rinnovabili nel consumo finale al 20%;
  3. aumentare del 20% l’efficienza energetica.

 Perché l’Europa ha bisogno di una crescita sostenibile?

  • Per evitare una eccessiva dipendenza dai combustibili fossili (petrolio, gas e carbone), che espone i consumatori e le imprese a dannosi e costosi shock dei prezzi, minaccia la nostra sicurezza economica e contribuisce al cambiamento del clima. Raggiungendo gli obiettivi energetici si potrebbero risparmiare entro il 2020 circa 60 miliardi di euro sulle importazioni di petrolio e gas, un aspetto fondamentale sia per la sicurezza energetica che per ragioni economiche.
  • Per preservare le risorse naturali, evitando che la concorrenza mondiale per le risorse naturali eserciti eccessive pressioni sull’ambiente.
  • Per lottare contro i cambiamenti climatici, riducendo più rapidamente le emissioni e sfruttando le nuove tecnologie, come l’energia eolica e solare e i metodi di cattura e sequestro dell’anidride carbonica (CO2). Inoltre occorre aumentare la resistenza dell’economia europea ai rischi climatici, così come la capacità di prevenzione e risposta alle catastrofi.
  • Per migliorare la sua produttività e competitività e mantenere la leadership per le soluzioni verdi, specie di fronte alla crescente concorrenza della Cina e dell’America settentrionale. Un’ulteriore integrazione del mercato energetico europeo potrebbe comportare una crescita del PIL dello 0,6-0,8%. Facendo fronte al 20% del fabbisogno energetico dell’Europa mediante fonti energetiche rinnovabili si potrebbero creare oltre 600 mila posti di lavoro nell’UE, nonché altri 400 mila se si consegue l’obiettivo del 20% relativo all’efficienza energetica.

Per raggiungere gli obiettivi strategici di Europa 2020, ed in particolare per la promozione di un uso più razionale, efficiente e intelligente dell’energia, l’Unione europea si avvale di diverse tipologie di strumenti finanziari, gestiti attraverso un sistema di “responsabilità condivisa” tra la Commissione europea e le autorità degli Stati Membri – gestione indiretta – o a livello centrale da parte della Commissione europea – gestione diretta.

I fondi a gestione indiretta comprendono i Fondi strutturali e di investimento europeo, mentre i fondi a gestione diretta si riferiscono ai soli finanziamenti diretti dell’UE noti anche come “programmi tematici” o “programmi comunitari”.

I programmi comunitari tematici rappresentano il principale strumento attraverso il quale vengono erogate le sovvenzioni (grants) direttamente gestite dall’Unione europea attraverso le Direzioni Generali (DG) o delegate ad Agenzie specifiche. Ciascuna DG è responsabile di compiti o ambiti politici specifici: Agricoltura, Mercato interno, Istruzione e Formazione, Politica regionale, Salute pubblica, Bilancio ecc. Le sovvenzioni erogate dalle diverse DG sono distribuite sulla base di programmi, a loro volta articolati in vari sottoprogrammi.

Gli inviti a presentare proposte – call for proposal – pubblicati periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea[1] e sui portali internet della Commissione europea[2], costituiscono il mezzo attraverso il quale le DG pubblicizzano le sovvenzioni. La pubblicazione del bando rappresenta il momento concreto in cui è possibile presentare la propria proposta per una particolare sovvenzione.

Il bando è un testo ufficiale che illustra nel dettaglio:

  • oggetto, obiettivi, potenziali beneficiari e dotazione finanziaria delle sovvenzioni;
  • la procedura e i termini di presentazione delle proposte (deadline);
  • i requisiti minimi per poter partecipare;
  • i criteri di selezione delle proposte.

L’importo delle sovvenzioni è variabile. I contributi vengono accordati a fondo perduto e coprono una determinata percentuale (mediamente dal 50% all’80%, ma spesso anche il 100% per gli organismi pubblici) dei costi necessari per realizzare l’intero progetto (i massimali di finanziamento sono indicati nei bandi). La parte del budget non coperta dalle sovvenzioni deve necessariamente essere cofinanziata dai partner coinvolti nel progetto.

Possono presentare proposte tutti i soggetti – enti pubblici e privati, associazioni, e, in alcuni casi, persone fisiche – che abbiano le caratteristiche individuate nella base normativa del programma.

I bandi, inoltre, indicano i criteri minimi di ammissibilità per i potenziali soggetti proponenti. Generalmente i soggetti che intendono presentare proposte devono soddisfare requisiti di ammissibilità legale, capacità finanziaria e capacità tecnica.

Uno dei requisiti essenziali per la partecipazione ai programmi comunitari (escluse rare eccezioni) è la dimensione transnazionale. I progetti devono coinvolgere, normalmente, più organismi di diversi Stati membri (aziende, enti di ricerca, autorità pubbliche).

 2. I programmi europei per finanziare l’efficienza e il risparmio energetico

Relativamente al tema dell’energia sostenibile e dell’efficienza energetica i principali strumenti a gestione diretta sono i seguenti (tav.1):

  • il programma Horizon 2020;
  • il programma Life 2014 – 2020;
  • gli strumenti finanziari (Elena, EEEF).

A cui si aggiungono i programmi finanziati da fondi strutturali ma gestiti con modalità simili agli strumenti a gestione diretta:

  • I programmi di Cooperazione Europea, in particolare il Programma URBACT III;
  • Le azioni innovative urbane 2014-2016.

 Horizon 2020 è il recente Programma Quadro per l’innovazione e la Ricerca varato dall’UE per il periodo 2014 – 2020. Esso raggruppa i finanziamenti europei destinati alla ricerca e all’innovazione in un unico quadro di riferimento, consentendo una maggiore semplificazione rispetto alla programmazione precedente. L’obiettivo generale del nuovo Programma è contribuire alla costruzione di una società e di un’economia basate sulla conoscenza e sull’innovazione, promuovendo in tal modo l’attuazione della strategia Europa 2020, dello Spazio Europeo della Ricerca (SER) e delle altre politiche europee.

Per il biennio 2016 -2017 Horizon 2020 ha stanziato ben 194 milioni di euro per progetti di ricerca sul tema efficienza energetica [3].

Particolare attenzione è dedicata alle seguenti tematiche:

  • area Heating and Cooling: recupero di calore dai servizi urbani (es: dalla metropolitana ai sistemi di ventilazione) e suo riutilizzo per l’aumento dell’efficienza energetica del sistema di riscaldamento/raffreddamento del territorio/quartiere cittadino; nuove soluzioni di riscaldamento e raffreddamento utilizzando fonti di energia termica non fossile; strumenti e modelli per la pianificazione e monitoraggio dei sistemi di raffreddamento e riscaldamento;
  • area consumatori: cambiamenti comportamentali verso l’efficienza energetica tramite ICT;
  • area Industria, servizi e prodotti: valorizzazione del recupero del calore nei sistemi industriali (SPIRE).

Possono accedere alle nuove call di Horizon le aziende (di ogni dimensione), le università, i centri di ricerca, gli enti locali, e in generale ogni entità legale con sede sul territorio europeo.

L’opportunità è di ottenere un contributo a fondo perduto dal 70% al 100% delle spese sostenute per la realizzazione delle attività di ricerca e innovazione.

Oltre naturalmente alle Università, vi sono esempi recenti di enti locali finanziati dal programma Horizon 2020, quali il Comune di Prato insieme ad ANCITEL, nel progetto ROUTE-to-PA[4], la città di Torino, con Brescia Mobilità (Utility del Comune per la gestione dei trasporti) e Regione Lazio nel progetto SocialCar (Open social transport network for urban approach to carpooling)[5], il Comune di Forlì ed il Comune di Palermo nel progetto R4E (Roadmaps for Europe)[6].

Il Programma Life 2014 – 2020 è finalizzato a sostenere la tutela dell’ambiente, il miglior utilizzo delle risorse e l’evoluzione della normativa europea in materia. La dotazione finanziaria disponibile è di circa 3,4 miliardi di euro per tutto il periodo.

Il programma Life incoraggia in particolare lo sviluppo di tecnologie innovative e di buone pratiche in grado di produrre un impatto positivo dal punto di vista ambientale in determinate aree prioritarie: acqua e ambiente marino, rifiuti, efficiente uso delle risorse, suolo, ambiente e salute, aria e ambiente urbano, foreste.

Life è uno dei pochi strumenti finanziari gestiti dalla Commissione europea che non richiede obbligatoriamente un partenariato internazionale. Le proposte possono essere presentate da soggetti pubblici e privati, quali enti locali, imprese, ONG e organizzazioni no profit stabiliti negli Stati membri dell’Ue, nei Paesi aderenti, candidati e potenziali candidati.

Il nuovo Programma prevede alcune importanti novità, fra queste si segnala l’introduzione della nuova categoria di “progetti integrati”, che opereranno su larga scala territoriale e avranno lo scopo di attuare e integrare la politica ambientale e climatica con gli obiettivi specifici dei fondi strutturali.

Il tasso di cofinanziamento è compreso fra il 55% e il 100% dei costi ammissibili. Possono ad esempio essere finanziate le spese sostenute per il personale, viaggi e soggiorni, consulenze, beni durevoli, infrastrutture, beni strumentali, prototipi, materiale di consumo e altri costi direttamente imputabili al progetto.

Tra le novità più rilevanti anche i due “strumenti finanziari” istituiti con il nuovo Programma: il Natural Capital Financing Facility (NCFF) e il Private Financing for Energy Efficiency instrument (PF4EE). Infatti per la prima volta il finanziamento LIFE potrà essere erogato anche tramite strumenti finanziari innovativi. Lo strumento finanziario pilota Natural Capital Financing (NCFF) interesserà i progetti tematici relativi a natura e biodiversità sostenendo tra l’altro progetti sulla conservazione della biodiversità. Lo strumento finanziario pilota Private Financing for Energy Efficiency instrument (PF4EE) intende sperimentare un nuovo approccio per affrontare il tema della ridotta convenienza al finanziamento di investimenti per l’efficienza energetica.

Complessivamente sull’ultimo bando del sottoprogramma Ambiente, chiuso nel 2014, (il bando 2015 è in fase di valutazione) la Commissione ha finanziato in Europa 96 progetti con un contributo pari a 160,6 milioni di euro, per oltre 264,7 milioni di euro di investimenti previsti.

L’importo complessivo dei cofinanziamenti comunitari assegnato ai progetti italiani è pari a 23,5 milioni di euro. L’Italia si conferma fra gli Stati Membri che storicamente hanno ottenuto la quota più cospicua di cofinanziamenti nel Programma Life: mediamente infatti i progetti italiani ottengono più del 20% dei fondi complessivamente disponibili.

Diverse autorità locali europee hanno utilizzato il programma LIFE per finanziare progetti relativi alla sostenibilità energetica e ambientale, in Italia si possono citare ad esempio:

  • il progetto RELS – Innovative chain for energy REcovery from waste in naturaL parkS – finalizzato a realizzare un sistema di gestione dei rifiuti innovativo ed integrato con un recupero energetico all’interno di parchi naturali, che ha visto la presenza, tra gli altri, del Comune di Reggio Emilia, della Provincia di Forlì-Cesena, della Provincia di Cosenza e del Parco delle Foreste Casentinesi[7];
  • Il progetto MuSAE – Municipalities’ subsidiarity for actions on energy[8], coordinato dal Comune di Perugia, e con partner anche i Comuni di Marsciano, Umbertide e Lisciano Niccone, oltre che la Regione Umbria, con l’obiettivo di trasferire l’esperienza del Comune Capoluogo nella redazione Piano Energetico Ambientale Comunale (PEAC) e nella redazione e realizzazione di progetti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili (progetti pilota);
  • Il progetto R.A.C.E.S. – Raising Awareness on Climate change and Energy Savings for teachers, families and stakeholders[9], coordinato dal Comune di Firenze e con la partecipazione, tra gli altri, del Comune di Modena, per realizzare un campagna di informazione e sensibilizzazione sull’impatto locale del cambiamento climatico.

Il finanziamento dei progetti di efficienza energetica, oltre che con sovvenzioni a fondo perduto, può avvenire utilizzando strumenti finanziari, tra i quali è utile ricordare il programma ELENA – European Local Energy Assistance.

Si tratta di un’iniziativa promossa congiuntamente dalla Commissione Europea e dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) nel dicembre 2009 per concedere finanziamenti alle autorità locali e regionali per effettuare investimenti su ampia scala nei settori dell’efficienza energetica, delle fonti di energia rinnovabili e del trasporto urbano sostenibile . Condizione chiave per l’eleggibilità dei progetti è che questi contribuiscano agli obiettivi di riduzione di CO2 fissati nella “Covenant of Mayors” e ai risultati da raggiungere in materia di clima ed energia dell’obiettivo 20-20-20.

I programmi di investimento finanziabili possono ricadere nelle seguenti aree:

  • Edifici pubblici o privati: includendo l’edilizia pubblica, l’illuminazione stradale e del traffico.
  • Integrazione di fonti di energia rinnovabile negli edifici. Ad esempio: solare fotovoltaico, solare termico e biomassa.
  • Investimenti nel rinnovamento, estensione e costruzione di nuove reti di riscaldamento/ refrigerazione, incluse reti a ciclo combinato (CHP), sistemi decentralizzati a ciclo combinato.
  • Trasporto urbano.
  • Infrastrutture locali incluse reti intelligenti, ICT, infrastrutture tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica, arredo urbano ad alta efficienza energetica, strutture per il trasporto inter-modale e infrastrutture per il rifornimento di veicoli alimentati da fonti rinnovabili.

ELENA finanzia l’assistenza tecnica per la realizzazione di questi piani di investimento che devono avere una portata finanziaria di almeno 25 milioni di euro.  L’iniziativa ELENA prevede anche la possibilità di ottenere finanziamenti (global loans) dalla BEI stessa, dal gruppo bancario KFW (tedesco), e dal 2011 dalla CEB (Banca di sviluppo del consiglio d’Europa).

I finanziamenti vengono concessi via intermediari finanziari locali, i quali poi possono finanziare i singoli progetti delle autorità locali.

Questa opportunità potrebbe essere associata ad un progetto pilota o di ricerca già concluso per finanziare l’assistenza tecnica necessaria a trasformarlo in investimenti da parte di autorità locali, per rendere finanziabile l’implementazione successiva al progetto di ricerca e successivamente ottenere finanziamenti dalle tre fonti citate (BEI, KFW, CEB) intermediati da operatori finanziari locali. Fino ad oggi sono state tuttavia finanziate un numero ristretto di iniziative.

In Italia la Provincia di Milano, ha messo a disposizione 1,9 milioni di euro per servizi di audit energetici a fronte di un programma di investimento in efficienza energetica nelle scuole provinciali da 90 milioni di euro, da realizzarsi attraverso ESCO e intermediari finanziari da selezionare tramite bando.

Altri esempi virtuosi sono stati promossi dalle Provincia Province di Chieti, Provincia di Modena e Provincia di Bergamo e recentemente dalla Provincia di Foggia[10] e della città metropolitana di Venezia[11].

Complementare allo strumento ELENA, è stato recentemente lanciato all’interno del programma europeo “Horizon 2020”, nell’ area “Energia Efficiente, pulita e sicura”, il “Project Development Assistance (PDA)” che fornisce assistenza a promotori pubblici e/o privati per dimostrare la sostenibilità e finanziabilità di progetti di investimento di dimensione variabile tra i 7,5 e i 60 milioni di euro.

In pratica PDA finanzierà attività necessarie a preparare e mobilitare risorse per programmi di investimento quali studi di fattibilità, mobilitazione di comunità e stakeholders, ingegneria finanziaria, business plan, preparazione di procedure di appalto, predisposizione di schemi di finanziamento e collegamenti con fondi strutturali.

I costi ammissibili riguardano lo staff interno, consulenti o specialisti esterni, viaggi e altri costi diretti a fronte dei quali potranno essere assegnati contributi a fondo perduto al 100%, di importi da 0,5 a 2 milioni di euro.

Per il bando 2014 la Provincia di Matera, insieme all’ASL di Matera e all’Università della Basilicata hanno ottenuto il finanziamento per il progetto FESTA (Fostering energy invESTments in the Province of MaterA)[12].

In passato con l’analoga iniziativa MLEI-PDA (di cui Horizon PDA è la continuazione), erano stati approvati i progetti della Provincia di Torino (sul tema edifici pubblici e pubblica illuminazione), della Regione Marche (sul tema efficientamento strutture ospedaliere), della Provincia di Teramo (sul tema pubblica illuminazione) e del comune di Padova (sul tema efficientamento edifici residenziali)[13].

Tra gli strumenti finanziari è necessario ricordare anche il Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica del Programma Energetico Europeo per la Ripresa (EEEF). Questo, infatti, è il principale strumento finanziario dell’Unione Europea dedicato alle energie sostenibili, lanciato a partire dal 2011.

Obiettivo del fondo, che nasce grazie al contributo di Commissione europea, Banca Europea per gli Investimenti (BEI), Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Deutsche Bank, con una dotazione iniziale di 265 milioni di euro (ma con previsione di arrivare a 800) è quello di finanziare lo sviluppo di progetti in ambito di efficienza energetica ed energie sostenibili da parte di autorità pubbliche – soprattutto amministrazioni locali – e compagnie di servizi energetici (ESCO). La strategia del fondo è stata impostata per finanziare, nell’ambiente urbano, soprattutto interventi di efficienza energetica. A questi, infatti, sarà destinato circa il 70% degli stanziamenti mentre il 20% sarà dedicato all’utilizzo delle energie rinnovabili e il 10% al trasporto pulito.  Il meccanismo prevede investimenti diretti, ma anche indiretti, attraverso l’intervento di istituti di credito intermediari. I progetti che verranno finanziati riguarderanno l’adozione di misure per il risparmio energetico negli edifici pubblici e privati, lo sviluppo di sistemi combinati calore-energia ad alta efficienza, lo sviluppo di sistemi puliti di trasporto urbano, l’ammodernamento delle infrastrutture, quali l’illuminazione stradale e le reti intelligenti.

La portata dell’investimento può essere inferiore rispetto al programma ELENA. Grazie al modello di finanziamento volto a creare una partnership pubblico privata (PPP), gli enti locali possono trarre grande beneficio da questo strumento in quanto gli interventi trovano finanziamento mediante partner tecnologici privati.

Si possono, ad esempio, finanziare progetti per l’illuminazione delle strade e le smart grid, così come gli investimenti in energie sostenibili con un potenziale per l’innovazione e la crescita.

Tra i primi e più significativi progetti ammessi a finanziamento vi è quello promosso dall’Ospedale S. Orsola Malpighi di Bologna. Le iniziative pianificate contribuiranno a migliorare l’efficienza energetica dell’intero sistema di produzione e distribuzione dei fluidi dell’Ospedale e ridurre il consumo energetico includendo, ad esempio, un impianto di trigenerazione per la produzione combinata di raffreddamento, calore ed energia elettrica (CCHP). Il progetto porterà ad una riduzione delle emissioni di CO2 del 31% rispetto alle emissioni di base.

La chiusura finanziaria dell’accordo è stata raggiunta attraverso una Partnership Pubblico-Privata (PPP) che rappresenta attualmente il più ampio intervento di efficientamento energetico in Italia, con un volume di circa 41 milioni di euro, 32 dei quali finanziati da EEEF, per un periodo complessivo di 20 anni.

Gli obiettivi di crescita sostenibile, in particolare per gli enti locali, sono perseguiti anche attraverso i programmi di cooperazione territoriale europea destinati a fornire una cornice per gli scambi di esperienze tra attori, prevalentemente pubblici, nazionali, regionali e locali dei diversi Stati membri e ad azioni congiunte volte a individuare soluzioni comuni a problemi condivisi. Questo aspetto risulta ancora più importante se si considera che le sfide affrontate dagli Stati membri superano in misura crescente i confini nazionali e regionali e necessitano di azioni congiunte e comuni al livello territoriale appropriato.

Per la Cooperazione territoriale europea c’è un regolamento distinto che ne stabilisce le diverse componenti:

  • cooperazione transfrontaliera: finanzia progetti fra regioni limitrofe;
  • cooperazione transnazionale: finanzia progetti su territori transnazionali più estesi, come i paesi dell’UE e le regioni baltiche o alpine, che coinvolge partner nazionali, regionali e locali;
  • cooperazione interregionale: promuove la condivisione delle migliori pratiche in materia di innovazione, efficienza energetica, sviluppo urbano e altri settori tra le regioni dei 28 Stati Membri.

I programmi dell’obiettivo Cooperazione Territoriale Europea rappresentano per gli enti locali delle concrete opportunità di sviluppo per le reti fra i territori dei diversi spazi di cooperazione transfrontalieri e transnazionali ed un sostegno sempre più indispensabile al processo di integrazione europea avviando forme di collaborazione su scala sovranazionale in diversi settori e con approcci innovativi e sperimentali.

Tra i vari programmi si segnala in particolare URBACT III con una dotazione di  96,3 milioni di euro, con un contributo del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) di circa 74,3 milioni di euro. Finanzierà attività di rete, di capacity building e di capitalizzazione delle buone pratiche, fornendo un supporto importante ai policy makers e agli altri attori urbani a livello europeo, nazionale, regionale e locale.

Il programma è articolato in 4 obiettivi principali: migliore capacità di attuazione delle politiche, progettazione di politiche, attuazione di politiche, sviluppo e condivisione di conoscenze.

I fondi sono destinanti a finanziare progetti promossi da città, unioni di comuni, aree metropolitane, in collaborazione con agenzie di sviluppo locali, autorità ed enti provinciali, regionali e nazionali, Università e centri di ricerca.

Nel 2015 è stata lanciata la prima call Thematic Network con l’obiettivo di migliorare la capacità delle città europee di gestione delle politiche urbane sostenibili e, più in particolare, di rafforzare la loro capacità di progettare strategie integrate per lo sviluppo urbano sostenibile.

Il cofinanziamento comunitario è compreso fra il 70% e l’80% delle spese ammissibili. Alla scadenza del bando sono stati presentati 99 progetti, 21 dei quali sono stati selezionati. Tra questi 21 progetti, 3 sono quelli con capofila città italiane: Genova, Napoli, Piacenza[14].

Già in passato città italiane hanno beneficiato dei fondi del programma Urbact II, ad esempio Genova, con il progetto City Logo[15], e Torino con il progetto BUILDING HEALTHY COMMUNITIES[16]

Sarà invece valido fino al prossimo 31 marzo 2016 il primo invito a presentare proposte progettuali nell’ambito dell’iniziativa “Urban Innovative Actions” finanziata con risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR). Con una dotazione di 372 milioni di Euro e destinata esclusivamente ad autorità urbane singole o associate, l’iniziativa sostiene misure innovative nell’ambito dello sviluppo urbano, mira a selezionare progetti i afferenti a diverse priorità, tra le quali quella della transizione energetica, ovvero progetti che sostengono il passaggio a fonti di energia rinnovabile e l’efficienza energetica attraverso ad esempio la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, potenziamento della produzione di energie rinnovabili, adozione di tecnologie innovative per moderare la domanda di riscaldamento/raffrescamento di edifici e quartieri, superamento delle barriere non tecnologiche, promuovendo cambiamenti comportamentali orientati alla riduzione dei consumi energetici. Ciascun progetto potrà ricevere fino a 5 milioni di euro di contributo.

  3. Quali sono le modalità di accesso per gli enti locali?

Da un’analisi del 2011 condotta su un campione di 72 enti locali [17] (comuni metropolitani e province), risulta che in media essi hanno costituito un ufficio politiche comunitarie per supportare la struttura amministrativa nell’accesso ai fondi ma abbastanza recentemente, e diversi anni dopo l’avvio della maggior parte dei fondi settoriali.

Esistono enti che sono invece attivi da molto più tempo, come i comuni di Ferrara, Modena, Livorno, Pisa e Verona e le province di Bologna e Cuneo.

La maggior parte delle attività svolte da questi  uffici, sia nell’ambito dei comuni sia delle province, è relativa al supporto alle strutture interne nella ricerca di fondi, nella predisposizione di richieste di finanziamento e nella costruzione di partnership internazionali. In misura  molto limitata sono invece gestite le attività di lobbying internazionale (quali  la verifica della coerenza delle proprie idee progettuali con la programmazione  delle risorse e la costante presenza nei network internazionali attivi nelle  attività di consultazione della commissione finalizzate alla predisposizione  della programmazione dei fondi), che sono invece fondamentali per assicurare  un flusso continuo di risorse e l’attività di supporto ai soggetti del territorio,  quali imprese e associazioni, che, date le limitate dimensioni e la carenza di  risorse disponibili, hanno maggiori difficoltà nell’accesso a tali risorse.

Una più recente indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano[18], evidenzia purtroppo un gap informativo rilevante tra gli enti territoriali Italiani in merito alle possibilità offerte dai programmi comunitari. Su un campione rappresentativo di 619 Comuni suddivisi per dimensioni, è emerso che meno del 3% degli enti intervistati conosceva l’esistenza del programma Horizon 2020. Tra gli ostacoli evidenziati dagli stessi enti nella partecipazione ai programmi europei, oltre alla qualità e tempestività delle informazioni sulle opportunità comunitarie, i principali riguardano la capacità di coordinamento con altri enti per sviluppare le proposte, la capacità di sviluppare un network internazionale e la necessità di ottenere competenze per la gestione del progetto.

Partecipare ad un programma comunitario non è sicuramente un compito facile, anche se la programmazione della Commissione europea tende ad una pianificazione delle chiamate che consente di preparare una proposta con largo anticipo. Partendo dal bando, infatti, si devono affrontare documenti di notevole complessità che richiedono la messa in campo di competenze specifiche. L’attività di studio della documentazione di riferimento è dunque assolutamente propedeutica all’ottenimento delle sovvenzioni comunitarie. È opportuno però che questa attività non sia limitata allo studio del bando, perché qualsiasi proposta deve necessariamente essere conforme agli obiettivi generali della Commissione europea e agli obiettivi specifici del singolo programma. La proposta progettuale deve quindi integrare organicamente una gerarchia di obiettivi ugualmente rilevanti.

Partecipare ad un programma comunitario ed ottenere le sovvenzioni per un progetto è un’importante opportunità di crescita per l’ente locale ed il suo territorio, ma al tempo stesso una sfida impegnativa perché rappresenta un impegno a lungo termine che richiede l’acquisizione di competenze specifiche e elevata motivazione. Come per ogni competizione, per vincere è necessario prepararsi con determinazione, costruire una squadra competitiva e partecipare con obiettivi ambiziosi.

Tav. 1. Sintesi dei principali programmi e sottoprogrammi tematici per Energia Sostenibile

Tav. 1 - Sintesi dei principali programmi e sottoprogrammi tematici per Energia Sostenibile

 

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[1] http://europa.eu.int/eur-lex/it/

[2] Il più importante è il Participant Portal: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/home.html

[3] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/h2020-section/secure-clean-and-efficient-energy.

[4] Il progetto Route-to-PA si propone di rendere le pubbliche amministrazioni di tutta Europa più trasparenti, aumentando il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.  E’ coordinato dall’Università di Salerno e include, tra i 12 soggetti che partecipano al progetto, altri 2 partner italiani: il Comune di Prato e Ancitel, società dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani di supporto agli enti locali nella gestione dei processi di innovazione. Maggiori informazioni al link http://routetopa.eu/

[5] Il progetto Social car è finalizzato a migliorare le modalità di spostamento nelle città attraverso l’integrazione del carpooling, il sistema di condivisione delle auto tra gruppi di persone, e dei servizi di mobilità cittadina.

[6] Il progetto R4E è coordinato dall’Università Tecnica di Eindhoven, Paesi Bassi, che ha definito e sperimentato una metodologia di co-progettazione per accompagnare le città verso un futuro più sostenibile che si compone di una serie di attività per arrivare alla definizione di roadmaps di indirizzo verso città intelligenti, ossia più sostenibili, più funzionali e vivibili. Al progetto, oltre a Forlì, partecipano sette città europee (Eindhoven, Murcia, Sant Cugat, Palermo, Tallin e Newcastle) e la città di Istanbul. Ogni città è chiamata a definire un percorso al 2050 su alcuni temi di stringente attualità per l’Europa e le sue città: efficienza energetica degli edifici, spazi urbani, mobilità.

[7] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://www.life-rels.org

[8] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://www.life-musae.it/home

[9]Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link:  http://liferaces.eu/

[10] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://www.eib.org/attachments/documents/Project%20factsheet%20UEFA.pdf

[11] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://www.eib.org/attachments/documents/project_factsheet_AMICA-E.pdf

[12] Il progetto è finalizzato alla mobilitazione degli investimenti relativi alla riqualificazione energetica di 8 scuole, di cui 7 per la Città di Matera, 1 della provincia, e del nosocomio di Policoro. Unico progetto italiano tra 4 europei approvati, mira a sviluppare un caso pilota di efficientamento energetico altamente innovativo che consentirà di sperimentare tecnologie, strumenti di ingegneria finanziaria e modelli contrattuali del territorio provinciale con la logica di “smart grid” e di collaborazione interistituzionale.

[13] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/energy/intelligent/getting-funds/project-development-assistance/#mlei-pda

[14] Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://urbact.eu/new-action-planning-networks-more-information-available

[15]Il progetto supporta città europee che siano impegnate da tempo in strategie di posizionamento e di branding allo scopo di migliorare l’immagine della città agli occhi dei turisti e degli imprenditori interessati ad investirvi, ma anche degli stessi cittadini. Il progetto supporta città europee che siano impegnate da tempo in strategie di posizionamento e di branding allo scopo di migliorare l’immagine della città agli occhi dei turisti e degli imprenditori interessati ad investirvi, ma anche degli stessi cittadini.

Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://urbact.eu/en/projects/metropolitan-governance/citylogo/homepage/.

[16] Il progetto prevede l’elaborazione di Piani di Azione Locali da parte di gruppi locali costituiti ad hoc e lo svolgimento di attività su tre temi: (a) indicatori e criteri per uno sviluppo urbano sostenibile ed attento alla salute; (b) stili di vita e qualità della vita sostenibili e attenti alla salute; (c) uso dei Fondi Strutturali per massimizzare l’impatto delle politiche della qualità della vita e della salute nei territori urbani.

Maggiori dettagli sono disponibili al seguente link: http://urbact.eu/en/projects/quality-sustainable-living/building-healthy-communities-bhc/homepage/

[17] M.Battello, C.Pacente (a cura di), “La dimensione locale delle politiche comunitarie  – L’ufficio Europa negli enti Locali” – Egea, 2012.

[18] Politecnico di Milano, Osservatorio eGovernment 2013-2014: Programmazione e finanziamento dell’eGovernment. Worshop Osservatorio Agenda Digitale – 6 maggio 2014.