Cos’è il contratto di rete?

Il concetto di rete di impresa è stato formalizzato dalla legge n. 33 del 2009, e successivamente disciplinato dalla legge n.122/2010, che ha introdotto la figura giuridica del “contratto di rete” quale forma di coordinamento stabile di natura contrattuale tra imprese di regioni diverse al fine di promuovere collaborazioni tecnologiche e commerciali.

Quali sono i vantaggi dell’aggregazione? Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato.

Il contratto di rete è redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, e deve indicare la denominazione sociale delle imprese aderenti alla rete, le attività comuni poste a base della rete, il programma di rete, la durata del contratto e le relative ipotesi di recesso. Può inoltre prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso.

Le finalità del contratto di rete

Le aggregazioni possono essere finalizzate ad esempio all’allargamento del mercato (penetrazione commerciale all’estero), al miglioramento logistico e organizzativo, allo sviluppo di nuovi processi e/o prodotti (condivisione dei costi di ricerca) o alla creazione e/o il consolidamento di marchi e brand territoriali.

I vantaggi

Le PMI che scelgono di partecipare ad una “rete” acquisiscono maggiore forza contrattuale nei confronti dei terzi (quali ad esempio, banche, fornitori, committenti), pur non essendo controllate da un unico soggetto.

Per saperne di più

http://contrattidirete.registroimprese.it/