Il Credito di Imposta Ricerca e Innovazione: cosa cambia

Il Credito di Imposta Ricerca e Innovazione rientra nel pacchetto degli incentivi fiscali del Piano Transizione 4.0 recentemente prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 2022 .

Lo strumento è stato inoltre rafforzato a beneficio degli imprenditori che investono in ricerca e innovazione nonostante il difficile periodo di emergenza sanitaria,  è infatti previsto l’innalzamento delle aliquote e l’aumento dei massimali di aiuto.

Novità in corso !

Le novità per quest’anno potrebbero non essere finite: il Governo sta infatti lavorando a un nuovo decreto che recepisce le osservazioni dell’Ue sul pacchetto Next Generation. Secondo le prime indiscrezioni fornite da Il Sole 24 ore ci potrebbe essere una nuova correzione alle aliquote entro fine mese, rendendo ancora più vantaggioso l’incentivo.

Beneficiari

Il credito di imposta si applica a tutte le imprese, dalle piccole alle grandi, sull’intero territorio nazionale, senza distinzione di settore e indipendentemente dalla forma giuridica.

Agevolazione e aliquote del

Gli imprenditori possono accedere a un credito di imposta pari al:

  • 20% per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo con tetto massimo a 4 milioni di euro,
  • 15% per progetti di innovazione 4.0 o green con tetto massimo a 2 milioni di euro,
  • 10% per progetti di innovazione e/o attività di design e innovazione estetica per la concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari con tetto massimo a 2 milioni di euro.

Il credito di imposta sarà utilizzabile in compensazione in 3 quote annuali di pari importo.

Gli adempimenti

La Legge di Bilancio 2021 modifica inoltre gli adempimenti richiesti per il Credito di Imposta Ricerca: le imprese dovranno redigere e conservare una relazione tecnica, non più in forma semplice ma asseverata, che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione.

Viene inoltre richiesta una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico, che tuttavia non pregiudica l’accesso all’incentivo ma ha fini statistici.