Recovery Plan e Imprese

Parliamo di Europa e di aiuti alle imprese. Come è possibile usufruire dei 323 miliardi messi in campo dall’Unione europea?

  • 223 miliardi dal Next Generation EU
  • 100 miliardi dalle Politiche di Coesione del nuovo ciclo di programmazione europea per il 2021-27

Ripresa, resilienza, digitalizzazione e transizione 4.0 sono i driver di quest’epoca di cambiamenti

 

Qui l’intervista a Marco Nicolai esperto di funding pubblico e partner di Gfinance srl – sul tema dell’utilizzo dei Fondi Europei del Recovery in occasione dello speciale di Brescia Economia del Giornale di Brescia del  25 febbraio.

 

Recovery Plan e Imprese

Nei prossimi anni sono disponibili risorse pubbliche come non ce ne sono mai state nel passato: 323 miliardi è la somma complessiva dei fondi disponibili per l’Italia dal piano del Next Generation EU (223 mld) e dalle Politiche di Coesione del nuovo ciclo di programmazione europea per il 2021-27 (100 mld). A queste vanno aggiunte le risorse autonome previste nell’ambito del bilancio pluriennale dello Stato.

Se consideriamo che nel ciclo precedente per le sole politiche di Coesione l’Italia ha goduto di circa 90 miliardi – spiega Marco Nicolai, esperto di funding pubblico e partner di Gfinance srl – vuol dire più che triplicare le risorse a disposizione per i prossimi sette anni.

Gli occhi sono ora tutti puntati sul Piano di Ripresa e Resilienza, il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea, entro la fine di aprile, nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.

La bozza del Piano presentata dal Governo Conte si è rivelata debole all’esame di Bruxelles, tanto da essere già considerata superata e toccherà ora al nuovo esecutivo Draghi implementare azioni e strumenti di intervento efficaci per far ripartire l’economia del Paese.

Per le imprese la parte più consistente è costituita dagli aiuti alla ricerca, alla digitalizzazione, agli interventi per la green economy oltre alla collaborazione con il pubblico nella realizzazione di un piano d’investimenti pubblici impressionante.  Una parte che destava molte aspettative si riferisce alla proroga degli incentivi per la Transizione 4.0 e agli aiuti per l’internazionalizzazione d’impresa. Il piano si articola in un pacchetto di crediti di imposta a sostegno di nuovi investimenti in macchinari e impianti (sia tradizionali che 4.0), ricerca e innovazione, nonché per formazione dei dipendenti.

Si va ora verso la rimodulazione del Piano 4.0 al fine di rispondere alle richieste formulate dall’UE al nostro Governo con l’obiettivo di incrementare ulteriormente gli aiuti per gli investimenti innovativi e la digitalizzazione di impresa. Con quali conseguenze per le imprese? Si tratta di una buona notizia, perché questo significa – come anticipano fonti del Ministero dello Sviluppo Economico – che andranno rimodulate al rialzo le aliquote applicabili agli incentivi dedicati alla trasformazione digitale d’impresa, con una spinta in più all’innovazione e alla transizione ecologica.

Un’occasione che non deve essere assolutamente sprecata, né dal legislatore né tantomeno dalle imprese.

 

>> SCARICA L’INTERVISTA

 


Gfinance nella classica delle 500 piccole imprese di Brescia

Gfinance è stata inserita fra le 500 piccole imprese che hanno fatto grande Brescia !
La classifica si riferisce ai dati dell’Osservatorio del Giornale di Brescia promosso in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, oggi in edicola con lo speciale Economia.
Ci trovate al numero 129!
>> VAI ALLA PAGINA